Bergson PDF

Un article de Wikipédia, bergson PDF’encyclopédie libre. Cet article est une ébauche concernant la philosophie. Comme Bergson le dit dans sa préface de 1924, son essai se concentre plus exactement sur  le rire spécialement provoqué par le comique. La thèse défendue dans l’ouvrage est que ce qui provoque le rire est le placage de la mécanique sur du vivant.


Cet ouvrage est une réédition numérique d’un livre paru au XXe siècle, désormais indisponible dans son format d’origine.

Le rire y est considéré comme une punition de la société envers les êtres qui s’écartent de la norme. Il n’y a pas de comique en dehors de ce qui est proprement humain. Ainsi, un paysage n’est jamais risible. Un animal est risible lorsque l’on surprend chez lui une attitude ou une expression humaine. Le rire a une signification sociale : il doit répondre à certaines exigences de la vie en commun, le rire étant toujours le rire d’un groupe.

Est comique le personnage qui suit automatiquement son chemin sans se soucier de prendre contact avec les autres. Le rire est là pour corriger sa distraction et pour le tirer de son rêve Toujours un peu humiliant pour celui qui en est l’objet, le rire est véritablement une espèce de brimade sociale. Il en résulte, selon Bergson, que  le comique naîtra, semble-t-il, quand des hommes réunis en groupe dirigeront tous leur attention sur un d’entre eux, faisant taire leur sensibilité et exerçant leur seule intelligence. Le diable à ressort  :  Passons alors au théâtre.

C’est par celui de Guignol que nous devons commencer. Quand le commissaire s’aventure sur la scène, il reçoit aussitôt, comme de juste, un coup de bâton qui l’assomme. Il se redresse, un second coup l’aplatit. Dans la vie courante, on obtient le même effet lorsqu’on exprime une idée, que l’interlocuteur la réprime et qu’on l’exprime de nouveau.

C’est un flot de parole qui s’élance, qu’on arrête et qui repart toujours. Le pantin à ficelles  : c’est une scène de comédie où un personnage croit parler et agir librement alors qu’il n’est qu’un simple jouet entre les mains d’un autre. L’effet boule de neige  : c’est une accumulation, un engrenage d’actions involontaires. Exemple : Dans Don Quichotte, le muletier frappe Sancho Panza, qui frappe Maritorne, sur laquelle tombe l’aubergiste, etc.

La répétition  : la même scène ou situation se déroule plusieurs fois. Mais elle tombe au fond d’une cuve et son mari refuse donc de l’aider car ce n’est pas répertorié sur sa feuille. Essai sur la signification du comique, Paris, Payot, coll. Le copyright de cette édition est de 2011, mais le livre est paru au début de l’année 2012. L’essai d’Henri Bergson est suivi d’un texte de Sándor Ferenczi, Rire, traduit par l’équipe du Coq Héron, et qui provient de l’ouvrage Psychanalyse IV. 1927-1933, publié en 1982 chez Payot.

Le Rire : Essai sur la signification du comique, Caen, Alexis Brun Productions, coll. Le disque compact comporte également, aux formats PDF et EPUB, le texte de l’essai d’Henri Bergson. Claudine Grammont, Le dessin fauve,1900-1908: quelque chose de plus que la couleur. Rechercher les pages comportant ce texte. La dernière modification de cette page a été faite le 27 janvier 2019 à 14:51. Quasi misconosciuto agli inizi della sua carriera accademica, Bergson divenne alla fine così popolare da esser quasi identificato con il filosofo ufficiale del pensiero francese.

Bergson non ha esitazioni a dichiarare la sua adesione al dualismo contrapponendosi a quello che lui definisce come il preconcetto della filosofia che ha sempre cercato, sin dagli inizi della sua storia, di superare il naturale dualismo, conseguendo l’unità del reale. Sin dal titolo la sua opera « Materia e memoria », infatti sottintende quel dualismo che solo permette di evitare la confusione tra quelle che sono differenze di natura, per esempio in forme organiche ed inorganiche, riferendole invece, in nome dell’unità del reale, a differenze di grado all’interno di un unico piano di realtà. Bergson arrivò a Londra nel 1908 e rese visita a William James, il filosofo statunitense di Harvard, che era più anziano di Bergson di diciassette anni e che era attivo nel richiamare l’attenzione del pubblico anglo-americano sul lavoro del professore francese. Fin dal 1880 James aveva scritto un articolo in francese per il periodico La Critique philosophique, di Renouvier e Pillon, intitolato Le Sentiment de l’Effort. Quattro anni dopo apparvero due suoi articoli sulla rivista Mind: « Che cos’è una Emozione?

Si è ipotizzato che Bergson debba le idee base del suo primo libro all’articolo del 1884 di James, « Su qualche Omissione della Psicologia Introspettiva », che non cita e non mette tra i riferimenti. Questo articolo si occupa della concezione del pensiero come flusso di coscienza, che l’intelletto distorce organizzandolo in concetti. Sembra che i due pensatori abbiano progredito in modo indipendente quasi fino alla fine del secolo. Le loro posizioni intellettuali sono più lontane di quanto spesso si pensi. Entrambi sono riusciti ad attrarre consenso molto oltre la sfera puramente accademica, ma solo nel loro reciproco rifiuto, in definitiva, dell' »intellettualismo » c’è una vera consonanza. Nonostante ciò, William James salutò Bergson come un alleato. Nel 1903 egli scrisse: Ho riletto i libri di Bergson e non ho letto nulla da anni che abbia così eccitato e stimolato i miei pensieri.

Sono sicuro che quella filosofia abbia un grande futuro, rompe i vecchi schemi e porta le cose in una soluzione in cui possono ritrovarsi nuovi cristalli. L’influenza di Bergson lo portò a rinunciare al metodo intellettualista e alla nozione corrente che la logica è una misura adeguata di ciò che può o non può essere. Lo indusse inoltre a abbandonare la logica, fermamente e irrevocabilmente come metodo, poiché aveva scoperto che la realtà, la vita, l’esperienza, la concretezza, l’immediatezza, usate la parola che volete, va oltre la nostra logica, la sommerge e la circonda. Naturalmente, queste osservazioni, che apparvero in un libro nel 1909, orientarono molti lettori inglesi e statunitensi a indagare la filosofia di Bergson. Questo era reso difficile dal fatto che i suoi più importanti lavori non erano stati tradotti in inglese. James, tuttavia, incoraggiò e aiutò Arthur Mitchell nella sua preparazione della traduzione inglese di L’Evolution créatrice. Bergson seguì il Quarto congresso internazionale di filosofia svoltosi in Italia, a Bologna, dove tenne un brillante discorso su L’Intuition philosophique.

Bergson è stato accusato di preferire l’irrazionale per una sua sfiducia nella razionalità. Al contrario egli riconosce la funzione dell’intelligenza come strumento di conoscenza ma si rifiuta di pensare che questo debba essere l’unico strumento del sapere. L’intelligenza è sempre diretta all’azione, al risultato: è come, dice Bergson, le forbici di un sarto che ritagliano, di un intero tessuto, quella parte che serve a confezionare l’abito. Un’ora, non è solo un’ora, è un vaso colmo di profumi, di suoni, di progetti, di climi. Dalla confusione tra intuizione e intelligenza, è nata l’incomprensione sulla natura del tempo.